Quale futuro per le Frecce Tricolori?

Riccardo Niccoli – Tutti noi conosciamo bene l’amatissima Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), le “Frecce Tricolori”, che da più di 60 anni solcano i cieli d’Italia e del mondo, formazione apprezzata e stimata ovunque. Ben nota anche dal grande pubblico, la PAN si può dire che sia quasi una sorta di ambasciatrice del nostro paese nel mondo, anche se ultimamente le sue apparizioni all’estero si sono fatte meno frequenti che in passato.

Nonostante ciò, bisogno ammettere che nel XXI secolo, di fronte a sfide sempre più ardue e a bilanci sempre più stretti, perché la gestione di una forza aerea come l’Aeronautica Militare costa, l’avere un reparto di volo dedicato unicamente ad attività di rappresentanza e promozione è davvero un lusso.  In altri paesi, meno ricchi dell’Italia e per forza di cose più pragmatici, la formazione acrobatica nazionale è parte di una scuola di volo, e si dedica all’attività dimostrativa non in via esclusiva, allo stesso modo di quanto fa il Reparto Sperimentale Volo, che effettua attività dimostrative solo a corollario del suo compito principale, che è appunto la sperimentazione e valutazione degli assetti e degli equipaggiamenti aeronautici.

Di questi tempi, la PAN sta soffrendo una situazione di incertezza sul suo futuro, non perché se ne paventi lo scioglimento, ma perché il suo attuale velivolo, l’ottimo MB.339A di Aermacchi, è una macchina ormai anziana, in servizio da 40 anni, e con ancora poco tempo davanti a sé prima del definitivo ritiro. Il sostituto di questa linea è stato già identificato da tempo, ed è il T-345 di Leonardo, un velivolo che è stato derivato dal progetto S.211/M-311, e che sarà il futuro velivolo da addestramento basico dell’Aeronautica. Al momento, il T-345 non è però ancora pronto per l’impiego operativo presso il 61° Stormo. Consegnato all’Aeronautica nel dicembre 2020 in due esemplari, il velivolo ha infatti rivelato sul campo di avere bisogno ancora di qualche modifica, e al momento di scrivere queste note le consegne non sono riprese.

In questo contesto, ci sembra sia opportuno un momento di riflessione sul futuro delle “Frecce”, e ci sentiamo quindi di avanzare una proposta che potrebbe consolidare il futuro della PAN e allo stesso tempo non dare adito a polemiche circa i costi legati al suo mantenimento, che ai nostri tempi potrebbe sembra a qualcuno anacronistico.

Sappiamo bene che Leonardo produce un altro addestratore a getto, questo più avanzato e performante, e già in servizio in Aeronautica da diversi anni, con ottimi risultati. Parliamo ovviamente del T-346, un velivolo che svolge il ruolo di addestratore avanzato, ma anche, seppur in modo saltuario, opera come “aggressor”, cioè caccia leggero impiegato per l’addestramento al combattimento aereo delle linee caccia nazionali. Il T-346 vanta prestazioni impressionanti (ci sono zone del suo inviluppo di volo dove offre prestazioni pari a quelle dell’F-16) e in più occasioni è stato utilizzato nel ruolo aggressor anche in campo internazionale, durante i corsi TLP, ottenendo “abbattimenti” di tutto rispetto, anche di caccia della classe dell’F-15.

L’idea che lanciamo da questo sito è quindi quella di riequipaggiare la PAN con il T-346, anzi, con il modello FA del 346, e assegnarle come ulteriore missione anche quella di aggressor, magari parte di un Weapon Instructor Course, cosa che renderebbe i costi correlati al mantenimento del Gruppo ben più accettabili e sostenibili anche da parte della politica e dell’opinione pubblica. In più, non dimentichiamo che mentre il T-345 potrà offrire prestazioni sicuramente non più performanti di quelle dell’MB.339, il T-346 garantirebbe un’esuberanza di potenza e una manovrabilità eccellenti, tali da permette di studiare un nuovo e ancor più entusiasmante programma di volo, in cui finalmente i fanalini non dovrebbero più sudare le proverbiali “Sette camicie” per mantenere la posizione con il resto della formazione.

Se basata a Decimomannu, la PAN potrebbe anche condividere le strutture tecniche e logistiche con il 212° Gruppo/IFTS del 61° Stormo, che già utilizza questo velivolo, e in caso di bisogno potrebbe anche fornire supporto all’IFTS, se ci fosse necessità di disporre di qualche velivolo in più per i corsi internazionali.

I futuri piloti della PAN, tutti sempre provenienti dalle linee caccia, sarebbero ancor più incentivati a lasciare i propri F-2000 ed F-35, e non sarebbero più solo dei professionisti dell’acrobazia collettiva, ma anche degli istruttori di combattimento aereo. Decimomannu sarebbe – nell’ottica di istituire dei Weapon Instructor Course su modello di quanto già fanno altre forze aeree – davvero la sede ideale. Si tratterebbe in definitiva di rinunciare all’acquisizione di una dozzina di T-345 e sostituirli con altrettanti T-346FA, un’operazione che crediamo ampiamente fattibile.

Abbiamo esposto un’ipotesi credibile o solo una fantasia? Noi speriamo solo di aver contribuito a fa nascere un dibattito aperto sul futuro della nostra Pattuglia, che merita un avvenire brillante, ma anche concreto e sostenibile.

(Foto: R. Niccoli e Leonardo)

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