Nuovi Typhoon per l’Aeronautica Militare?

Riccardo Niccoli – Si fanno sempre più insistenti le voci che, da varie fonti, danno per certo un ordine dell’Aeronautica Militare per l’acquisizione di un quarto lotto di caccia F-2000 Typhoon. Sembra che il contratto possa essere firmato entro l’estate, e dovrebbe riguardare 24 velivoli.

D’altronde è da tempo che la linea Eurofighter è interessata a molteplici e continue attività addestrative e operative, che hanno evidenziato come i velivoli attualmente in servizio non siano sufficienti a coprire adeguatamente le esigenze. Non è un mistero che il requisito iniziale per questo velivolo fosse per l’Italia di 121 macchine, ridotte poi a sole 96 (di cui 14 biposto) per i noti tagli di bilancio. In più, i 28 velivoli della Tranche 1 sono esemplari che per caratteristiche costruttive si è potuto aggiornare solo in misura limitata, e sono ben lontani dalle capacità che sono in grado di esprimere i velivoli delle Tranche 2 e 3A, che invece sono stati e possono ancora essere aggiornati. I velivoli Tranche 1 – in servizio dal 2004 – hanno poi una vita utile meno lunga degli altri (25 anni), e quindi dovranno essere ritirati tra non molti anni. Per finire, un nuovo ordine sarà prezioso anche per Leonardo, che potrà continuare la produzione del Typhoon anche dopo il completamento della commessa del Kuwait, cosa che permetterà di salvaguardare il know-how e i posti di lavoro dello stabilimento di Caselle.

I nuovi velivoli saranno verosimilmente allo standard più recente, quindi con tutte le ultime capacità, compreso il nuovo radar AESA Captor-E Mk.2 che, accoppiato al missile aria-aria Meteor di MBDA, rende l’Eurofighter Typhoon un caccia che non teme confronti a livello globale.

I velivoli della Tranche 1potrebbero comunque tornare utili per la costituzione di un gruppo di volo con compiti di Red Air, cioé incaricato di fornire una minaccia consistente per tipologia e tattiche, in grado di addestrare al meglio i gruppi caccia dell’AM, senza dover per forza partecipare a esercitazioni internazionali a lungo raggio. Anzi potendo offrire alle forze aeree alleate uno strumento prezioso e di alto profilo per l’addestramento al combattimento aria-aria, che renderebbe la partecipazione a esercitazioni in Italia, quali ad esempio la “Falcon Strike”, ancora più interessanti.

(foto: R. Niccoli)

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