Leonardo presenta il piano industriale 2026-2030
Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, sotto la presidenza di Stefano
Pontecorvo, ha approvato ieri all’unanimità l’aggiornamento del Piano Industriale per il periodo 2026-2030.
Leonardo presenta oggi l’aggiornamento del Piano Industriale, annunciato a marzo del 2024, compresi i
target di medio termine.
Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha così commentato:
“Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione.
Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo
investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che
vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il
nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del Gruppo al 2030, guardando ad un maggiore
consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati
come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione
della visione multidominio del Gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili.
Un’architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce
alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse”.
UN NUOVO SCENARIO GLOBALE, L’EVOLUZIONE DEL PIANO AL 2030
Il Piano Industriale 2026-2030 prosegue la strategia di crescita virtuosa tracciata da Leonardo negli ultimi
tre anni: diventare una “One Company” multinazionale con una visione industriale chiara, integrata e
internazionale. Il Gruppo risulta oggi rafforzato attraverso la razionalizzazione del portafoglio, il lancio di
nuovi prodotti, partnership e joint venture strategiche a livello internazionale, operazioni mirate di M&A,
oltre ad una forte digitalizzazione ed al potenziamento della capacità produttiva. Un percorso che ha
consentito al Gruppo di presentarsi sullo scenario globale con una struttura più solida e pronta a cogliere
le opportunità di un mercato in rapida evoluzione.
L’aggiornamento del Piano al 2030 risponde a un nuovo contesto in cui le minacce sono cambiate per
natura, velocità e scala. Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber aumentano incertezza e
complessità operativa, imponendo un cambio di paradigma: la sicurezza non riguarda più soltanto il
perimetro tradizionale della difesa, ma investe direttamente la continuità economica e sociale dei Paesi.
Infrastrutture critiche, trasporti, agricoltura, servizi finanziari, manifattura, energia e chimica sono oggi
esposti a rischi interconnessi, capaci di incidere sulla crescita e sulla prosperità nel prossimo decennio.
Le stime confermano la dimensione della sfida: il budget della sicurezza globale è atteso in aumento da
circa 0,4 trilioni di US dollari l’anno nel 2020 ad oltre 1 trilione di dollari l’anno nel 2030, mentre l’impatto
economico del cybercrime potrebbe passare da circa 1 trilione di dollari l’anno nel 2020 a 1 trilione di
dollari al mese nel 2030.
Per questo Leonardo intende rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come player di riferimento
nella Global Security, coniugando leadership industriale, capacità di innovazione e sviluppo di soluzioni
dual-use multidominio al servizio della sicurezza, della resilienza e della competitività dei sistemi Paese.
Leonardo può contare su un portafoglio rinnovato e completo di soluzioni, sviluppato sia organicamente
sia attraverso iniziative inorganiche, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze attuali ed
emergenti della sicurezza globale.
Michelangelo Dome
Il Michelangelo Dome è concreta applicazione della nuova visione multidominio del Gruppo. Una
piattaforma che valorizza competenze, asset e tecnologie proprietarie nei domini aria, terra, mare, spazio
e cyber, facendo leva su intelligenza artificiale, high performance computing, cloud e data fusion. Non un
singolo prodotto, ma un’architettura aperta, modulare, scalabile che crea una “cupola” dinamica di
protezione.
Leonardo può così contribuire alla protezione di asset critici con una soluzione progettata fin dall’origine
per essere aperta alla cooperazione internazionale e pienamente interoperabile in ambito NATO. Al centro
del sistema l’MC5, modulo plug-in che interconnette tutti i domini, abilitando interoperabilità, bassa latenza
decisionale e integrazione con altre piattaforme esistenti, anche di terze parti.
Grazie a Michelangelo Dome, Leonardo dispone della piena capacità di intercettare, tracciare e
neutralizzare minacce emergenti lungo l’intero spettro operativo: da quelle balistiche e ipersoniche agli
attacchi saturanti, fino alle minacce a bassa quota e difficili da rilevare, come gli sciami massivi di droni.
Si stima che Michelangelo Dome possa sbloccare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel
prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, inclusi nel Piano Industriale aggiornato, ed ulteriori
15 miliardi tra il 2031 e il 2035, con ricadute attese su elettronica, cyber, droni, piattaforme ad ala fissa e
rotante, integrazione di piattaforme, HPC/AI e nuovi sistemi spaziali.
Leonardo, player hi-tech della sicurezza globale
Il Piano Industriale al 2030 intende rendere Leonardo il gruppo hi-tech della sicurezza globale con il
portafoglio più completo del settore. Cybersecurity, HPC, AI e dati costituiscono la spina dorsale della
futura traiettoria di Leonardo. Il Gruppo intende valorizzare il proprio posizionamento, facendo leva sulle
proprie capacità per sviluppare e commercializzare, accanto alle applicazioni di difesa, una nuova
generazione di soluzioni dual-use destinate a vari settori, tra i quali servizi per il monitoraggio delle
emergenze ambientali e l’agricoltura di precisione.
Il valore delle persone
Con un organico che è passato dalle 51.400 persone del 2023 alle 62.700 del 2025, l’obiettivo del Piano
è raggiungere, nel 2026, quota 67.300 risorse per arrivare a 75.500 nel 2030. Dopo aver registrato 20mila
nuove assunzioni tra il 2023 e il 2025, nel periodo 2026-2030 il Gruppo prevede 28mila nuovi ingressi: il
55% giovani under 30, il 70% profili STEM e il 30% donne. Negli ultimi tre anni Leonardo ha avviato
numerose iniziative per attrarre talenti e competenze strategiche a supporto dei diversi business,
rafforzando l’orientamento verso le discipline STEM e sviluppando programmi per giovani ad alto
potenziale in collaborazione con Università e business school internazionali. In un contesto di minacce
sempre più complesse e interconnesse, il capitale umano è il vero vantaggio competitivo. Il nuovo Piano
Industriale mira a rafforzare le competenze in ambiti chiave, in linea con un modello industriale ad alta
intensità tecnologica, consolidando la capacità del Gruppo di innovare e competere nel lungo periodo.
TECNOLOGIA, RESILIENZA, COMPETENZE: LA STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ AL 2030
Il Piano di Sostenibilità 2026–2030, integrato nel Piano Industriale, punta a rispondere alle sfide del nuovo
scenario globale rafforzando la sostenibilità come fattore abilitante di competitività e resilienza nel medio-
lungo periodo. Il Piano mira, infatti, a favorire lo sviluppo di tecnologie e soluzioni integrate per la
protezione di persone, infrastrutture e comunità, ad aumentare l’efficienza e la resilienza delle operation,
e a promuovere l’empowerment delle persone, generando impatto sociale.
Le tecnologie avanzate svolgono, in particolare, un ruolo chiave nella crescita sostenibile del Gruppo,
attraverso soluzioni multidominio per la sicurezza globale e l’adattamento al cambiamento climatico,
servizi digitali e tecnologie efficienti, simulazione di volo, soluzioni per il monitoraggio integrato dei territori
e delle aree urbane e servizi ai clienti sempre più digitalizzati.
Si rafforza l’impegno per il disaccoppiamento tra crescita industriale e consumo di risorse attraverso la
decarbonizzazione (riconfermati gli impegni verso la Science Based Targets initiative), la circolarità di
materiali (definito un nuovo target dedicato), con particolare attenzione alle materie prime critiche per il
settore AD&S e la digitalizzazione e automazione dei processi produttivi. La sostenibilità e resilienza della
catena di fornitura viene rafforzata anche con obiettivi di coinvolgimento dei fornitori in attività di
formazione e di inclusione di requisiti ESG nelle gare di acquisto.
Il Piano conferma e potenzia l’impegno a supportare la competitività del Gruppo accelerando la diffusione
delle competenze STEM e digitali, elemento chiave per fronteggiare le sfide tecnologiche e industriali dei
prossimi anni. Si riafferma inoltre l’inclusione quale leva di valorizzazione delle professionalità distintive e
fattore abilitante per l’attrattività e la crescita dei talenti.
- Ordini cumulati pari a € 142 miliardi.
- Soluzioni complete per la Difesa e Sicurezza, supportate da partnership strategiche.
- Presenza globale con diversificazione a livello di clienti e Paesi.
- Ulteriore impulso alla crescita deriva dalle opportunità legate al Michelangelo Dome.
RICAVI - CAGR atteso del 9%.
- Solida crescita sostenuta dal portafoglio ordini e da un elevato livello di investimenti destinati
all’espansione della capacità produttiva. - Incremento trainato da maggiori volumi in tutte le business units, a testimonianza della crescita delle
consegne e dei servizi. - Rapporto Book-to-Bill stabilmente superiore a 1.
EBITA - Redditività più che raddoppiata al 2030, in confronto al 2025, con un EBITA cumulato atteso a € 14
miliardi nel periodo 2026-2030. - Marginalità in crescita, grazie ad una rafforzata gestione operativa e al piano – confermato – di efficienza
trasversale a tutte le Divisioni.
FOCF - Raddoppio del FOCF nel 2030, con stima di € 8 miliardi cumulati nel periodo 2026-2030, sostenuto da
una maggiore profittabilità, continuando al contempo a garantire la crescita degli investimenti in nuove
tecnologie, nell’espansione della capacità produttiva e nell’ innovazione.
HIGHLIGHTS AREE DI BUSINESS
Per ciascuna area di business, l’obiettivo del Piano 2026-2030 è quello di rafforzare il core business,
aprendo la strada alla sfida più ampia in materia di sicurezza.
Elettronica: essere player globale, leader europeo e catalizzatore della cooperazione europea, grazie alle
alleanze internazionali con i leader del settore, ad un portafoglio prodotti ottimizzato, e agli spillover
tecnologici del Global Combat Air Programme (GCAP). Il business dell’Elettronica è anche il motore alla
base del Michelangelo Dome e vanta una significativa presenza negli USA.
Nell’arco di Piano, il settore dell’Elettronica per la Difesa (inclusa Leonardo DRS e le partecipazioni
strategiche MBDA ed Hensoldt) prevede una crescita di ordini, ricavi ed EBITA rispettivamente del 4,8%,
8,5% e 12,1%.
Elicotteri: mantenere il ruolo di leader globale nel settore civile e key player in quello militare, potenziando
il portafoglio prodotti tramite tecnologie avanzate, sistemi manned e unmanned.
Nell’arco di Piano, la Divisione Elicotteri prevede una crescita di ordini, ricavi ed EBITA rispettivamente
del 4%, 3,7% e 6,4%.
Velivoli: consolidare il ruolo di leader nei programmi di cooperazione internazionale GCAP e Unmanned
Aerial Vehicle (UAV), e nei servizi di training avanzati.
Nell’arco di Piano, la Business Unit Velivoli & Servizi prevede una crescita di ordini, ricavi ed EBITA
rispettivamente del 2,1%, 9% e 7,6%.
Aerostrutture: essere il supplier di riferimento degli Original Equipment Manufacturer (OEM) principali
del settore, grazie all’eccellenza operativa e alla capacità di crescere ulteriormente attraverso
diversificazione e partnership strategiche.
Nell’arco di Piano, la Business Unit Aerostrutture prevede una crescita di ordini e ricavi rispettivamente
del 12,9% e 17,8%, con breakeven EBITA confermato nel 2028.
Cyber: rafforzare il posizionamento quale key player europeo nella cyber security aprendo nuove frontiere
nella sicurezza globale.
Nell’arco di Piano, la Divisione Cyber prevede una crescita di ordini, ricavi ed EBITA rispettivamente del
13,7%, 14,5% e 21,5%.
Spazio: consolidare la leadership europea nei segmenti ad elevato valore aggiunto, facendo leva sulle
capability dell’intero Gruppo e delle alleanze strategiche, per offrire soluzioni end-to-end integrate e
digitalmente avanzate, che offrano vantaggi sempre maggiori al cliente finale. Tra gli obiettivi del Piano,
rafforzare il posizionamento nella sorveglianza spaziale, nei servizi In-Orbit in ambienti multidominio.
Nell’ambito dell’iniziativa Bromo, la Divisione Spazio mira a diventare parte del più grande player europeo
del settore unendo le proprie forze con i business spaziali di Airbus e Thales, in una innovativa joint
venture.
Nell’arco di Piano, la Divisione Spazio prevede una crescita di ordini, ricavi ed EBITA rispettivamente del
20,7%, 20,2% e 26,4%.
