Leonardo presenta il C-27J Next Generation “Fire Fighter”
Nella sempre più difficile lotta agli incendi boschivi, Leonardo offre una soluzione innovativa e ad
alta tecnologia con il C-27J Next Generation “Fire Fighter”; velivolo bimotore turboelica,
complementare agli elicotteri e ai velivoli anfibi, cosiddetti “scooper” che si riforniscono di acqua
direttamente da superfici idriche come mari, laghi o fiumi.
La sua peculiarità è il modulo MAFFS II (Modular Airborne Fire Fighting System) di seconda
generazione, un sistema trasportabile, con caratteristiche “roll-on/roll off” che può essere, cioé,
imbarcato e sbarcato all’occorrenza, in appena 90 minuti. Il modulo è formato essenzialmente da
un serbatoio da 7.500 litri in totale, ricaricabili a terra con acqua e liquido ritardante in meno di 10
minuti e da un ugello di scarico che fuoriesce dal portellone di sinistra della fusoliera.
La fase di test e certificazione del modulo MAFFS II e di tutti i sottosistemi è già iniziata e, in tale
ottica, lunedì 11 novembre 2024 è stata organizzata una dimostrazione operativa in volo con
sganci reali nella Stazione Aeromobili della Marina Militare, sedime aeroportuale di Maristaer a
Taranto-Grottaglie e sull’ex campo dell’Aviazione della Marina Militare a Manduria (Ta).
Il C-27J Fire Fighter è in grado di operare efficacemente anche a bassa quota e in condizioni meteo
non favorevoli. Agile, manovrabile e veloce, dotato di una moderna avionica digitale, una velocità
massima di crociera di 325 nodi (602 Km/h) e di caratteristiche STOL (Short Take Off and Landing)
per decollare e atterrare, quindi, anche su piste corte o semi preparate vicine ai luoghi
d’intervento; può giungere più rapidamente e operare al meglio dove e quando gli altri mezzi
antincendio, aerei o terrestri, non riescono ad arrivare, compresi territori isolati, con scarsità di
bacini d’acqua o quando, a causa del mare mosso, i velivoli di tipo “scooper” non possono
operare.
Il getto in pressione della miscela di acqua e liquido ritardante può coprire, per ciascuno sgancio –
a una velocità media di 130 nodi (250 Km/h) – un’area considerevolmente ampia di terreno. La sua
portata può essere regolata, consentendo all’equipaggio di adattare il profilo di missione alle
condizioni specifiche di ciascun incendio e all’orografia del terreno. L’utilità della soluzione
proposta, inoltre, non si limita alle sole fasi di attacco al fuoco ma anche a quelle di prevenzione.
Un efficace sistema antincendio, infatti, deve rispondere a una serie di requisiti: raggiungere
territori isolati, distanti dal mare o da altri bacini d’acqua; ottimizzare i tempi di risposta alle
emergenze; ridurre l’impatto ambientale in linea con le direttive dello European Green Deal;
impiegare soluzioni multi-missione che possano abbattere i costi operativi dei velivoli impiegati,
garantendone un utilizzo continuo anche in periodi invernali; disporre di un numero elevato di
piattaforme comuni con elevata flessibilità operativa per diverse tipologie di missioni; inserire il
“sistema velivolo” in un contesto ad alto livello di interoperabilità con gli assetti di terra.
L’aereo, infine, può essere facilmente riconfigurato per compiti di trasporto, supporto umanitario,
protezione civile, Ricerca e Soccorso.
Per tutto questo, il C-27J Next Generation “Fire Fighter” rappresenta la soluzione migliore – scelta
già dalla Slovenia – per garantire efficienza ed efficacia d’intervento in tempi rapidi, non solo nella
lotta agli incendi ma anche in altri molteplici campi, il tutto a vantaggio della versatilità e,
conseguentemente, del rapporto costo-efficacia, rispetto ad altri assetti specializzati.
Lo “Spartan” è già operativo o in fase di consegna in 18 Paesi (per 19 operatori) e, ad oggi, il suo
impiego ha superato le 250.000 ore di volo, in tutto il mondo.
(foto: Leonardo)

(foto Leonardo)
