L’Aeronautica Militare alla Cobra Warrior 2019

Testo e foto: Riccardo Niccoli

Si è tenuta dal 1° al 20 settembre in Inghilterra l’esercitazione “Cobra Warrior 2019-1”, un’attività addestrativa chiave della Royal Air Force, che solitamente si tiene due volte all’anno. Lo scopo di questa esercitazione è quello di concludere l’addestramento dei propri piloti da caccia e dei propri ufficiali dei ruoli di supporto al combattimento, impegnati nel conseguimento delle Qualifications di Weapons Instructor (QWI), Multi Engine Tactics Instructor QMETI), Weapons Instructor Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (QWI ISR), e Space Instructor (QSI).

L’esercitazione ha lo scopo quindi di sviluppare e affinare le capacità tattiche degli equipaggi di volo e degli operatori e controllori tattici con lo svolgimento di missioni Composite Air Operations (COMAO) in grado di fornire valide opportunità a tutti i partecipanti, per addestrarsi e allenarsi a mettere a punto tattiche, tecniche e procedure in scenari complessi contro avversari che offrano un elevato livello di minaccia.

Come avviene ormai da alcuni anni, la Cobra Warrior 2019-1 ha visto anche una partecipazione internazionale, con assetti aerei provenienti da Italia, Israele e Germania, più personale partecipante da Stati Uniti e Canada. Ben undici basi della RAF hanno fornito supporto, ma le principali sono state Waddington, Coningsby, Brize Norton, Lossiemouth e Spadeadam.

I contingenti esteri sono stati tutti concentrati sulla base di Waddington, dove hanno trovato accoglienza i tedeschi (dieci EF.2000 del TLG.73 “Steinhoff” di Laage), gl’italiani (quattro F-2000A coordinati dal 4° Stormo come core unit), e gl’israeliani (sette F-15C/D “Baz” del 106 Tayaset di Tel Nof). Da Waddington volavano anche alcuni degli indispensabili assetti di supporto della RAF, quali un Sentry AEW1, e un Sentinel R1 con funzioni di comando e controllo nonché di ISR. I Typhoon FGR4 della RAF volavano invece dalla vicina base di Coningsby, dove si trovavano i quattro frequentatori del QWI per il tipo di velivolo, mentre da Marham decollavano i due frequentatori della linea F-35B, assegnati al 617 Sqn “Dumbusters”. Dalla base di Lossiemouth, venivano lanciati altri Typhoon nel ruolo di Red Air, mentre i tanker (Voyager KC2/3 della RAF e un A310MRTT della Luftwaffe) erano basati a Brizen Norton. Nell’ultima settimana della manovra è giunto a Waddington anche un B.707 tanker dell’aeronautica israeliana. L’esercitazione ha visto inoltre la partecipazione, in ruoli di supporto, di elicotteri del Royal Army e mezzi della Royal Navy.

A Waddington ha inoltre sede l’Air Warfare Centre della RAF, l’ente che pianifica e coordina le esercitazioni, e che funge da catalizzatore della Cobra Warrior, grazie a una precisa organizzazione che permette il miglior sfruttamento delle attività da parte dei partecipanti, offrendo approfonditi briefing e debrifing.

Come ha sottolineato il direttore dell’esercitazione, Group Captain Robert Barrett, “La Cobra Warrior è un’attività di ampio respiro che vede la presenza reale di una cinquantina di velivoli, impegnati in un’ampia serie di attività aeree allo scopo di sviluppare le professionalità non solo dei piloti, ma anche di altre figure, come i controllori guida caccia e gli addetti all’intelligence. Gli scenari sono i più complessi possibili”.

Nell’esercitazione sono state volate varie tipologie di missione, sia nei ruoli aria-aria (come Offensive e Defensive Counter Air, O/DCA), sia nei ruoli aria suolo. Tutti i velivoli partecipanti, nonché i piloti impegnati, avevano infatti qualifiche e capacità multiruolo, e questo a maggior ragione per i piloti impegnati a qualificarsi Weapons Instructor, dato che una volta ai reparti saranno il punto di riferimento per l’addestramento e l’impiego di tattiche e armamenti aria-aria e aria-suolo. Alcuni velivoli Typhoon delle tre forze aeree sono stati dotati, secondo le necessità, di targeting pod Litening III, mentre gli F-15 israeliani, anche se impiegati come multiruolo, non erano dotati di un pod simile. In totale, la “Cobra Warrior 2019” ha visto l’effettuazione di nove COMAO, dato che a giorni alterni le giornate venivano dedicate ad attività di pianificazione o di volo. I tempi dell’esercitazione sono stati però molti serrati, e hanno impegnato il personale in modo molto duro per tutta la durata dell’esercitazione: basti pensare che se normalmente nelle esercitazioni e operazioni NATO un Air Tasking Order (ATO) viene emanato 24 ore prima della missione, nella Cobra Warrior ciò avviene appena due ore e mezzo prima.

La Cobra Warrior 2019 non è servita solo a qualificare come istruttori di combattimento del personale RAF, ma ha rappresentato il culmine del corso di qualificazione per istruttori da combattimento anche per quattro piloti di Eurofighter della Luftwaffe, e per due piloti italiani che hanno completato il 39° Corso Istruttori Tiri e Tattiche, già svolto in Italia. In totale, il contingente italiano ha volato 18 sortite per Cobra Warrior, più altre 22 Side mission con i piloti più giovani, assieme a velivoli tedeschi o israeliani, accumulando ottime esperienze. La linea italiana ha fatto registrare il 100% di efficienza, senza quindi perdere nessuna sortita. A rotazione, piloti delle varie forze aree hanno ricoperto i vari ruoli chiave, da Mission Commander in giù.

Una componente fondamentale è stata rappresentata dagli assetti Red Air,  costituiti non solo da Typhoon della RAF, ma anche da Hawk T.1 della RAF e dagli stessi partecipanti stranieri, che a rotazione assegnano alcuni caccia al ruolo di aggressor, naturalmente con la possibilità di “rigenerarsi” se “abbattuti”. In più, anche la Cobham Aviation, che lavora su contratto per il Ministero della Difesa britannico, ha offerto un massiccio contributo inviando dalle proprie sedi sino a otto Dassault Falcon 20, che vengono volati da ex piloti militari e impiegati con speciali profili di missione, facendo largo uso anche di contromisure elettroniche.

La maggior parte delle missioni è stata svolta in un ampio spazio aereo sul Mare del Nord, che veniva appositamente creato per il tempo necessario allo svolgimento della missione giornaliera, area che non aveva limiti di quota o velocità, permettendo così ai partecipanti di esplorare e sfruttare al massimo le possibilità offerte dai propri velivoli. Per la parte terrestre, è stata impiegata un’altra aerea vicino al mare, nei pressi del poligono di guerra elettronica di Spadeadam, che è stato anch’esso sfruttato dalla Cobra Warrior.

Questa del 2019 è stata la prima partecipazione in assoluto per l’aeronautica israeliana, e a sottolineare l’importanza di quest’attività, al media day sono intervenuti anche il Brig.Gen. Amnon Ein Dar, comandante dell’Air Division, nonché l’Ambasciatore israeliano a Londra. Il Gen. Ein Dar ha approfittato dell’occasione per rimarcare le buone relazioni esistenti con la RAF. “E’ molto importante per noi partecipare a esercitazioni internazionali – ha proseguito – dove possiamo imparare a volare in luoghi diversi e in modi diversi, con altri partner, usando una lingua diversa, e imparare quindi qualcosa di utile per l’aeronautica israeliana”.

Secondo il Ten.Col. “D”, Comandante del 106 Tayaset, “Addestrarsi in un paese straniero, su un terreno sconosciuto, con nuova topografia e condizioni meteo, offre opportunità che non si possono avere in Israele. In guerra, non è possibile conoscere tutto in anticipo. Noi ci prepariamo a varie situazioni, ma il nemico ha dalla sua la sorpresa, che noi dobbiamo essere in grado di affrontare. Addestrarsi in questo modo simula situazioni di questo tipo. Combinare velivoli ed equipaggi sperimentati come quelli dei Baz con nuovi velivoli di quarta generazione e mezzo, come gli Eurofighter, e di quinta generazione come gli F-35, ci aiuta a integrare piattaforme e dottrine di combattimento diverse.”

Oltre alle missioni Cobra Warrior, i partecipanti hanno volato giornalmente anche “Side mission”, cioè missioni di addestramento al combattimento allestite su base binazionale, accordandosi con gli altri partecipanti all’esercitazione, in modo da approfondire e sviluppare determinare attività d’interesse, e sfruttare al massimo la presenza a Waddington.

 


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