L’addestramento avanzato delle forze aeree statunitensi: un problema non banale
Riccardo Niccoli – Secondo quanto riportato dal sito clashreport.com, l’USAF si prepara a inserire in servizio il Boeing T-7A Red Hawk con “seri” rischi, a causa dell’incompletezza dei dati critici di sicurezza forniti dal costruttore.
Sembra che in una presentazione interna realizzata dall’USAF nell’agosto 2025 sia stato descritto come la Boeing non abbia fornito informazioni essenziali, e questa mancanza colpirà i primi 82 velivoli di serie, la cui produzione si estenderà sino al 2031. In assenza di questi dati critici sulle caratteristiche, i responsabili dell’USAF non possono verificare appieno i requisiti di sicurezza o di ispezione per i componenti il cui cedimento potrebbe causare la perdita del velivolo o la morte del pilota.
L’Aeronautica valuta la sicurezza del volo attraverso una matrice di aeronavigabilità. Attualmente, il T-7 si colloca al secondo livello di rischio più elevato, e i vertici militari non possono imporre limiti operativi standard per mitigare tali rischi, poiché i dati di sicurezza di riferimento sono semplicemente inesistenti. Gli analisti osservano che operare in presenza di gravi rischi per l’aeronavigabilità, senza alcuna restrizione operativa, rappresenta una situazione estremamente insolita, per usare un eufemismo. La mancanza di dati relativi alla configurazione comporta inoltre rischi a lungo termine, quali un’impennata dei costi di mantenimento in servizio e gravi interruzioni delle attività operative.
Oltre alle carenze di dati, il programma T-7 è ostacolato da guasti hardware di base. Attualmente, il velivolo non è in grado di volare sotto la pioggia. I pannelli di accesso esterni non si sigillano correttamente, rischiando di danneggiare i sottosistemi interni a causa dell’acqua. Il personale dell’USAF ha dovuto ricorrere al nastro adesivo per proteggere l’aereo durante i test climatici e stanno accettando restrizioni delle condizioni meteo per poter accelerare il programma di addestramento. Anche il sistema di addestramento a terra presenta difetti strutturali simili. Un rapporto sui test operativi del novembre 2025 ha mostrato tassi di superamento al simulatore inferiori al 30% per i parametri chiave.
Nonostante questi problemi, i vertici dell’USAF hanno autorizzato l’utilizzo dei simulatori per accelerare il programma di addestramento avanzato dei piloti. Ricordiamo che Boeing si è aggiudicata nel 2018 il contratto per il programma T-7 al prezzo fisso di 9,2 miliardi di dollari. Attualmente il programma registra un ritardo di oltre due anni, che ha comportato perdite aziendali per 3,2 miliardi di dollari. Una presentazione del marzo 2026 evidenziava gravi ostacoli alle prove in volo, tra cui la carenza di componenti, che costringe a cannibalizzare alcuni velivoli per rispettare le tempistiche dei test. Problemi di organico e documentazione incompleta continuano a compromettere le attività di supporto pre-operativo. Inoltre, funzionari dell’Aeronautica e di Boeing stanno negoziando una strategia per modificare la gestione dell’approvvigionamento dei motori. Tale modifica potrebbe costare ai contribuenti ulteriori 1,5 miliardi di dollari. I vertici militari sostengono che questa tabella di marcia serrata sia necessaria per sostituire la flotta ormai obsoleta dei T-38 Talon. Il velivolo da addestramento, in servizio da 60 anni, è stato temporaneamente messo a terra, per l’ennesima volta, in seguito a un incidente avvenuto il 12 maggio.
Ci permettiamo di riportare queste notizie per sottolineare come inventarsi il progetto per un nuovo aereo da addestramento avanzato non sia cosa banale. Ricordiamo che il programma T-X, nato con grande ritardo nel 2015 per sostituire l’anziana flotta degli addestratori T-38, ha visto vincitore il T-7 di Boeing-SAAB, un velivolo progettato da zero che volò per la prima volta il 20 dicembre 2016, e che era destinato a bruciare le tappe, se voleva essere credibile. Nel settembre 2018 il T-7 venne dichiarato vincitore del concorso a svantaggio dell’M-346 di Leonardo, ma è universalmente conosciuto che la decisione fu presa non solo per avere un velivolo in larga parte americano, ma soprattutto per permettere a Boeing di mantenere aperta la fabbrica di St. Louis, a fronte della prossima fine delle consegne dell’F/A-18E/F Super Hornet. Il velivolo avrebbe dovuto entrare in servizio nel 2020, una data che poi fu fatta slittare al 2023. Il primo T-7A fu accettato in servizio dall’USAF nel settembre 2023 per iniziare le attività di test della forza armata, e il primo esemplare fu accettato dal 99th Flying Training Squadron il 9 gennaio 2026. L’Aeronautica prevede di dichiarare la capacità operativa iniziale per 14 velivoli nell’autunno del 2027, mentre i primi piloti giovani in addestramento inizieranno a volare sul T-7 all’inizio del 2028, operando tuttavia entro un inviluppo di volo limitato.
A fronte di queste problematiche, non deve stupire se pochi giorni fa la Boeing ha annunciato di essersi ritirata dalla gara per il nuovo addestratore avanzato della US Navy, il programma Undergraduate Jet Training System (UJTS). Sembrerebbe in particolare che il motore General Electric F404 che spinge il T-7A non soddisfi completamente i requisiti motoristici della gara, ma sembra ovvio che i problemi del T-7 non si limitino solo a questo. A tutt’oggi, rimangono in gara per il concorso UJTS, che dovrebbe riguardare l’acquisizione di 216 velivoli, solo Leonardo-Beechcraft (Textron), con l’M-346N, e Sierra Nevada Co. (in partnership con Northrop Grumman e General Atomics) con il Freedom Jet, un velivolo estremamente simile nelle forme al T-7 che è stato presentato nel settembre 2025, e che a tutt’oggi deve ancora effettuare il primo volo. Poiché la decisione finale di assegnazione del contratto è prevista per la metà dell’anno prossimo, sembrerebbe molto probabile che il vincitore possa essere l’M-346, un velivolo allo stato dell’arte (non solo come aereo, ma anche e soprattutto come Ground Based Training System) che è già pienamente operativo con grande soddisfazione di tutti i suoi utilizzatori. Non crediamo infatti che, dopo l’esperienza dell’USAF con T-7, la marina USA si possa imbarcare in altro un programma ancora in pratica sulla carta, e che rappresenta quindi un’altra grossa incognita.
(foto: Beechcraft e USAF)

