Il punto sui programmi MBDA

Testo : Riccardo Niccoli

Dopo l’inevitabile stop dell’anno scorso, quest’anno MBDA ha ripristinato l’organizzazione della tradizione conferenza stampa di presentazione dei risultati conseguiti e dello stato dei programmi in corso, che è stata tenuta dal Managing Director di MBDA Italia Lorenzo Mariani, che dal luglio 2020 è anche Executive Group Director Sales and Business Development di tutto il gruppo.

Il primo elemento che balza agli occhi è la capacità dell’azienda di resistere agl’importanti turbamenti portati su scala globale all’intera società civile, e quindi anche al comparto industriale, dall’emergenza CoVid-19. A dispetto delle previsioni, i ricavi 2020 si sono assestati sui 3,6 miliardi di Euro, ripartiti circa a metà tra clienti domestici (che ricordiamo sono Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania) ed export. Gli ordini invece sono stati pari a 3,3 miliardi, portando il portafoglio ordini alla ragguardevole cifra di 16,6 miliardi. Come ha sottolineato Mariani “L’anno passato è stato fortemente positivo su tutti i parametri del business. Sono stati raggiunti gli obiettivi anche per quanto riguarda il cashflow. I mercati domestici hanno retto molto bene e hanno compensato cali dell’export.” Notevole anche il fatto che “buona parte degli ordini slittati al 2021 sono già stati recuperati nel primo trimestre di quest’anno, perché nel 2020 ci sono stati dei ritardi, ma non delle cancellazioni.”

Proprio in tema di CoVid, Mariani ha voluto rimarcare come tutte le aziende del gruppo abbiano reagito in modo esemplare, con un grande sforzo. La gestione è stata rigorosa ma flessibile, e si sono avuti solo pochissimi casi di contagio (ma nessuno all’interno dell’azienda), e nessun focolaio.

I contratti più importanti del 2020 hanno riguardato il missile Teseo Mk.2/E, con la Marina Militare italiana, firmato nel mese di novembre, l’update del missile Storm Shadow per l’Aeronautica Militare (oggi per il Tornado e in futuro per il Typhoon), con la seconda tranche firmata a inizio 2021, e le fregate FREMM per l’Egitto, che essendo state costruite per l’Italia, mantengono i sistemi d’arma previsti, come i missili ASTER e Teseo.

In sviluppo ci sono poi il sistema Marte ER, per il Qatar, e il sistema CAMM ER.  Nel primo caso, la produzione è già stata contrattualizzata, e riguarderà sia il sistema missilistico di difesa costiera, sia l’impiego aereo sugli elicotteri NH-90. Il Marte ER rientrerà anche nello step di sviluppo P4E dell’Eurofighter Typhoon. Per il CAMM ER lo sviluppo è in corso e si attende ora il contratto per l’avvio della produzione sia per la versione destinata all’Aeronautica Militare (conosciuto come programma MAADS), sia di quella per l’Esercito (programma “Grifo”).

Altri importanti successi riguardano il sistema missilistico superficie-aria navale VL MICA NG, il cui cliente di lancio è l’Egitto (per le corvette classe El Fateh e le fregate Meko A200EN), il sistema CAMM ER per il Brasile (sulle corvette classe Tamandaré), e i vari armamenti destinati a equipaggiare i caccia Rafale che la Francia ha venduto alla Grecia.

Il 2021 dovrà anche essere l’anno del Tempest, cioé l’anno in cui si dovrà definire l’intera roadmap del programma destinato a fornire alle aeronautiche di Gran Bretagna, Italia e Svezia (per ora) il super sistema d’arma da superiorità aerea di 6^ generazione. In questo progetto MBDA ha un ruolo fondamentale, dato che si occupa dell’intero sistema d’arma e non solo – come in passato – del singolo missile a sé stante. MBDA si candida per gestire il coordinamento degli armamenti, ma anche per l’aspetto remote carrier, quindi dei droni che saranno associati al sistema. Da notare che MBDA siede anche al tavolo del progetto franco-tedesco FCAS, ma al momento ci sono rigidi muri di separazione tra quello che viene fatto per un consorzio, e per l’altro. Appare evidente che in un ipotizzabile (e auspicabile) processo di convergenza dei due progetti, volto a massimizzare i risparmi e le comunalità di due progetti europei, proprio l’aspetto legato agli armamenti potrebbe essere il primo tra quelli che potrebbero essere condivisi, visto il comune fornitore. Chi scrive non ha molta fiducia in un ipotetico “merge”, in una fusione completa tra i due programmi (che avrebbe senso sia dal punto di vista economico, sia da quello dell’export, e della standardizzazione operativa delle varie forze aeree europee), ma una convergenza su alcuni aspetti e su determinati sistemi di bordo forse sarà possibile, soprattutto quando verranno definiti con più precisione sia i requisiti operativi, sia le tempistiche, sia i costi dei due programmi.

Per MBDA, il 2021 si focalizza su alcuni punti chiave: il rilancio dei programmi domestici, l’attenzione verso importanti campagne di export, e le consegne ai clienti, in primo luogo Qatar e Italia. Per il comparto navale, alle future FREMM per l’Egitto viene proposto il missile Teseo Mk.2/A, mentre per la undicesima e dodicesima (per la Marina Militare) si avrà la stessa configurazione delle precedenti, ma con alcune nuove componenti studiate per i PPA, allo scopo di evitare obsolescenze.

Infine, il missile aria-aria Meteor, che è in servizio ormai da oltre dieci anni, subirà a breve un consistente aggiornamento di mezza vita (Mid-Life Upgrade), che lo manterrà al vertice delle prestazioni nello specifico settore. Interessante considerare, al lato del discorso, come mentre la ditta stia già studiando un MLU, l’Aeronautica Militare debba ancora introdurre in servizio operativo sui suoi Typhoon la versione inziale del missile.

Per quanto riguarda gli stabilimenti italiani di MBDA, a Fusaro la produzione del seeker del missile Meteor è stata nel 2020 di 270 unità (in totale ne sono già stati prodotti 1.600 esemplari, e nello specifico i seeker quasi tutti a Fusaro). Per quanto riguarda i seeker, questo è un settore dove MBDA sta investendo molto, per dotare i suoi sistemi di seeker con antenna ascansione elettronica attiva (AESA).  

Prosegue il piano di ammodernamento di tutti gli stabilimenti, dopo Fusaro quindi anche Roma e La Spezia. L’impianto di La Spezia, che è di proprietà di Leonardo, ed è cruciale per il comparto navale, verrà potenziato, mentre ad Aulla si svolge il lavoro su Storm Shadow, ASTER e CAMM ER. Per quanto riguarda la forza lavoro, nel 2020 vi è stato un incremento di 80 unità in MBDA Italia, al netto dei pensionamenti, e nel  nel 2021 il trend delle assunzioni continuerà, con un saldo che dovrebbe essere positivo per 110 unità.

Per finire, nel marzo di quest’anno si sono avuti due importanti contratti. Il primo riguarda il primo contratto di vendita del sistema Albatros NG, il sistema di difesa aerea per impiego navale basato sul missile CAMM ER, siglato da un cliente internazionale che viene tenuto riservato, con entrata in servizio del sistema nel 2024.

Il secondo riguarda la collaborazione (tramite OCCAR) tra Italia e Francia per la nuova generazione del sistema missilistico di difesa aerea SAMP/T (denominata NG), ed è stato annunciato che l’Aeronautica Militare si aggiungerà a questo programma NG.

Per il futuro, MBDA continua a investire nel programma dell’intercettore endo-atmosferico che potrebbe costituire la spina dorsale del programma europeo TWISTER (Timely  Warning Interceptor with Space-based TheatER monitoring), nell’ambito della PESCO dell’Unione Europea, destinato a fornire un contributo europeo alla difesa balistica della NATO. Si guarda anche al futuro sostituto dello Storm Shadow,, che dovrebbe nascere nell’ambito del programma FC/ASW (Future Cruise/Anti-Ship Weapon). Al momento Francia e Gran Bretagna  stanno procedendo con gli accordi e i finanziamenti, mentre l’Italia deve ancora iniziare a muoversi, anche se è probabile che si unirà come terzo paese partner.

(foto: MBDA)

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