Continuano i successi di MBDA anche nel 2023 e in prospettiva per il 2024

Riccardo Niccoli – Nel tradizionale incontro annuale di MBDA Italia con la stampa di settore, Giovanni Soccodato, dal giugno 2023 nuovo MBDA Executive Group Director Sales and Business Development, nonché Managing Director di MBDA Italia, ha tracciato la situazione del Gruppo e dell’azienda italiana, sia per quel che riguarda i risultati raggiunti nel 2023, sia riguardo alle prospettive per l’anno in corso.

L’anno passato è stato senz’altro da record per il Gruppo franco-anglo-italiano, che è ormai un consolidato leader mondiale nel settore deli armamenti missilistici. Con 4,5 miliardi di Euro di ricavi, 9,9 miliardi di ordini e un portafoglio ordini che ha raggiunto i 28 miliardi, MBDA ha fatto registrare nel 2023 risultati senza precedenti, che fanno ben sperare anche per il futuro. La situazione è altrettanto rosea anche per MBDA Italia, che se ha registrato un incremento minimo nei ricavi (da 1.025 milioni del 2022 a 1.032 milioni del 2023), ha però fatto un balzo in avanti eccellente per gli ordini, passati da un valore di 1.179 milioni del 2022 ai 2.381 milioni del 2023, in pratica quadruplicati rispetto ai 629 milioni di appena due anni prima.

Ovviamente buona parte di questa impennata di ordini, principalmente riguardanti sistemi di difesa aerea e di controllo del campo di battaglia, si deve alla rinnovata instabilità internazionale, dovuta alla guerra in Ucraina scoppiata nel 2022, e alle aeree di crisi che permangono nel Mar Rosso, nel Golfo Persico e nel Mar della Cina, che non fanno dormire sonni tranquilli a moltissimi paesi. Resta il fatto, comunque, che MBDA dispone oggi di un range di prodotti di altissimo livello, che copre tutte le esigenze della difesa aerea, e nel campo della difesa missilistica rimane una delle primissime aziende al mondo, e in pratica l’unica in Europa, in grado di fornire strumenti allo stato dell’arte per le forze armate.

sistema SAMP/T

Il mercato domestico di MBDA Italia ha interessi per una vasta serie di prodotti, che vanno dai missili Aster B1 (per l’Aeronautica Militare) ai nuovi Aster B1NT, che interessano tutte e tre le Forze Armate. Vi sono poi i sistemi SAMP/T NG per l’Esercito e l’ Aeronautica, l’aggiornamento dei Teseo Mk.2/A della Marina, l’introduzione in servizio operativo dei Meteor per l’Aeronautica, la prossima introduzione del sistema CAMM ER per Aeronautica (MAADS) ed Esercito (Grifo), più il programma di aggiornamento di mezza vita dei cacciatorpediniere Orizzonte e quelli dei futuri supercaccia europei GCAP (che coinvolge Gran Bretagna, Giappone e Italia) e FCAS (Francia, Germania e Spagna), per cui MBDA è responsabile (con due team separati) dell’ideazione e dello sviluppo dei cosiddetti “Effector”, cioè delle armi di nuova generazione da integrare su quelle piattaforme. Anche nel comparto export, trainanti sono i sistemi Aster e CAMM.

Per il 2024, oltre ai citati sistemi, di particolare importanza sono lo sviluppo del sistema missilistico di difesa a corto raggio V-SHORAD, lo sviluppo del sistema Aquila, destinato a fornire un vettore ipersonico in grado di intercettare missili ipersonici nemici, l’integrazione del missile Meteor sul caccia F-35 (che interessa per ora Gran Bretagna e Italia), lo sviluppo del Marte ER e l’aggiornamento di mezza vita dei missili Meteor e Storm Shadow. Sull’estero, invece, l’accento viene posto sulla campagna di integrazione del Marte ER su elicotteri, ma soprattutto sui fondamentali servizi di supporto tecnico e logistico ai clienti nell’area del medio oriente. Opportunità vengono segnalate per quanto riguarda i sistemi Albatros NG e Marte Mk.2/N, e per altri sistemi nell’area dell’estremo oriente.

Tra gli obiettivi del 2024 si segnalano i lanci di qualifica del sistema Grifo, nonché i lanci di prova del Teseo Evo e il primo lancio dell’Aster B1 NT. Verrà poi avviata la produzione dei missili CAMM ER (nel sito della Difesa a Noceto) e del Marte ER, si avrà la consegna del primo sistema Albatros NG e verrà siglato il contratto per il sistema di difesa a cortissimo raggio V-SHORAD. La definizione delle nuove fregate FREMM EVO per la Marina italiana, per le quali il Parlamento ha recentemente autorizzato l’avvio, porterà inoltre a installare a bordo anche i sistemi CAMM ER.

Grande attenzione viene mantenuta anche verso il personale e le infrastrutture. Il 2023 ha visto l’assunzione in Italia di 254 nuove risorse, mentre ne sono previste oltre 350 per quest’anno, cosa che porterà a superare la soglia dei 2.000 dipendenti.  Interessante notare come MBDA Italia abbia disposto per l’85% dei propri organici ben 53.000 ore di formazione, mantenendo anche alta l’attenzione per il welfare offerto. Allo stesso tempo continua il processo di ampliamento delle varie sedi produttive italiane, a Roma, al Fusaro e a La Spezia, allo scopo non solo ottimizzare i processi produttivi e le condizioni di lavoro dei dipendenti, ma anche di velocizzare i programmi di sviluppo. Allo scopo di osservare le direttive europee e contribuire alla salvaguardia ambientale, MBDA ha fissato diversi obiettivi da raggiungere entro il 2026, riguardanti sia la sostenibilità e la riduzione dell’inquinamento, sia l’attenzione verso i giovani e il personale femminile.

Il futuro porterà naturalmente nuove sfide, visto anche l’incalzare sui mercati di nuovi attori, provenienti da paesi come Turchia, Corea del Sud e Israele, che offrono prodotti interessanti a prezzi competitivi, e già hanno iniziato ad affermarsi anche in Europa e in Medio Oriente.

L’obiettivo attuale di MBDA Italia è quello di consolidare il backlog e preparare il futuro, con contratti che inizialmente non saranno eclatanti, ma apriranno la via verso nuove collaborazioni e ordini più importanti.

Tra i programmi del futuro, grande importanza riveste il progetto Aquila, per il quale è prevista a brevissimo la firma con OCCAR per il contratto di sviluppo. L’ Aquila fa parte del progetto di cooperazione europea Hydis2 attraverso il quale MBDA sta ponendo le basi per rispondere alle minacce più sofisticate, quali sono quelle ipersoniche, insieme ad altri 19 partner industriali di 14 paesi. Nel programma Hydis2 MBDA Italia guiderà la compagine italiana, costituita da importanti realtà del campo industriale e della ricerca, e sarà leader delle attività concernenti la definizione dell’architettura fisica dell’intercettore, e degli studi d’integrazione con le piattaforme di lancio.

Altro importante programma è quello denominato FC/ASW, avviato da Gran Bretagna e Francia, a cui fortunatamente l’Italia ha aderito l’anno scorso, che riguarda il futuro missile da crociera per attacco navale, con versione anche impiegabile da vettore aereo, che in pratica sarà il sostituto dell’attuale Storm Shadow. Per questo progetto, MBDA Italia punta a contribuire per le parti seeker, data-link e sistema di guida e controllo. L’Italia ha dato il suo interesse per partecipare allo sviluppo di entrambe le versioni di questo missile. Per finire, ovviamente si guarda ai programmi GCAP e FCAS, che daranno vita a una nuova generazione di armi per i velivoli da caccia. La speranza di MBDA è che ovviamente i due team europei costruttori della piattaforma possano convergere su un unico sistema d’arma, come è stato a suo tempo con il missile Meteor, che viene oggi impiegato da Typhoon, Rafale e Gripen.

Di fondo, la conferenza stampa ha evidenziato come una delle più importanti esperienze che stanno emergendo dal conflitto in Ucraina sia quella di riuscire a ottenere dei processi di sviluppo, certificazione e produzione più snelli e veloci, in buona sostanza è necessario un cambio di mentalità e procedure da parte di tutti gli attori coinvolti, mentre la catena di approvvigionamenti dell’industria, un’altra componente che ha mostrato criticità sin dai tempi della pandemia COVID-19, deve essere migliorata e ottimizzata. Non è un mistero che le scorte di munizionamento (di tutti i tipi) delle forze armate europee siano ridotte ai minimi storici, ma nel malaugurato caso che in cui si dovesse rendere necessario un incremento della produzione, questo non potrà avvenire nei tempi necessari.  I governi europei, e quello italiano in particolare, si devono rendere garanti di una politica di approvvigionamento dei materiali della difesa che consenta alle industrie di programmare i relativi investimenti con tranquillità, guardando al futuro in un’ottica di stabile cooperazione con l’amministrazione dello Stato.  

(foto: MBDA)

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