Amici e nemici
Riccardo Niccoli – I recenti scontri aerei avvenuti nei cieli dell’India, tra i caccia della Pakistan Air Force (PAF) e quelli della Indian Air Force (IAF), impongono una sorta di piccola riflessione sugli sviluppi dell’addestramento aereo internazionale che sono intervenuti negli ultimi 15-20 anni.
I fatti sono noti: dopo uno o più scontri aerei avvenuti il 7 maggio, il Pakistan ha affermato di aver abbattuto con i suoi caccia J-10C armati di missili PL-15E, entrambi di costruzione cinese, cinque caccia di Nuova Delhi, di cui tre Rafale, un MiG-29 e un Su-30. L’India non ha confermato, ma vi sono foto non contraffatte che mostrano che almeno un velivolo Dassault (matricola BS-001) è stato realmente abbattuto. Sembra che gli Stati Uniti abbiano confermato l’abbattimento di due aerei indiani.

Al di là dei numeri, quello che ci sembra il caso di sottolineare è che la PAF appare avere un’ottima conoscenza dei sistemi d’arma avversari, e non a caso. Da tempo, la PAF – che è stata addestrata sia dagli americani, sia dai cinesi – effettua scambi ed esercitazioni con forze aeree mediorientali e NATO, che impiegano equipaggiamenti di costruzione occidentale. I piloti pakistani si addestrano ormai da tempo con forze aeree come quelle della Turchia e del Qatar, nel primo caso, ad esempio, con l’esercitazione “Anatolian Eagle”, a cui hanno partecipato e partecipano molte forze aeree NATO e mediorientali, nel secondo caso anche con attività bilaterali. Non dimentichiamo, inoltre, che l’aeronautica cinese ha preso parte più di una volta a esercitazioni con l’aeronautica turca, venendo così a contatto con sistemi d’arma di produzione statunitense. Il Qatar impiega i più recenti caccia occidentali, come EF.2000 Typhoon, F-15QA e Rafale, appunto.
A partire dai primi anni di questo secolo, le cooperazioni internazionali in materia di addestramento militare si sono moltiplicate, e hanno assunto (anch’esse) un aspetto globale. Se questo processo è stato salutato per lo più come un ulteriore passo avanti nell’integrazione, nella comprensione e in ultima analisi nel rafforzamento dei legami tra paesi anche molto diversi, rapporti che rappresentano un passo in avanti verso la pacifica convivenza tra stati, è anche vero che alcuni di questi stati hanno continuato a mantenere – invero nel rispetto dei propri interessi nazionali – il piede in due staffe. In particolare alcuni paesi dell’area mediorientale e asiatica hanno continuato ad avere ottimi rapporti sia con forze aeree occidentali, sia con forze aeree esterne all’area occidentale, come quelle di Cina e Russia. Nel caso particolare, il Pakistan mantiene rapporti di alleanza militare sia con gli Stati Uniti, sia con la Cina, cosa che è comune anche alla Turchia, che per di più è un paese formalmente nella NATO. Nel campo degli armamenti, il Qatar fa parte dell’orbita occidentale, con ampie forniture acquistate da paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia, ma è anche un paese che mantiene stretti rapporti con paesi non propriamente amici dell’occidente, oltre a finanziare in modo più o meno evidente attività che potrebbero e dovrebbero essere considerate non proprio a favore dell’occidente, come l’espansione dell’Islam in Europa e negli Stati Uniti, e le voci di finanziamenti a organizzazioni terroristiche come Al Qaeda, ISIS e Fratelli Musulmani.

E’ probabile che siano proprio i rapporti tra Pakistan e Qatar ad aver fatto assumere alla PAF informazioni importanti circa i caccia Rafale. E sa tanto ci da tanto, altri sistemi d’arma sviluppati e in uso da paesi occidentali, quali ad esempio il Typhoon, potrebbero essere ormai non così tanto sconosciuti ai potenziali avversari dell’occidente.
Per concludere, riteniamo che per quanto importanti dal punto di vista commerciale, le esportazioni di sofisticati sistemi d’arma verso paesi non decisamente schierati siano da considerare molto attentamente. Le esportazioni rappresentano una importante fonte di guadagno per industrie che devono fare i conti con lo sviluppo di progetti sempre più costosi, ma è altrettanto vero che questi sistemi rappresentano un prezioso valore industriale per chi li ha sviluppati, e sono cruciali per la difesa dei paesi produttori, e l’aspetto economico dei programmi non deve andare a detrimento dell’aspetto militare e di sicurezza. In più, forse la tendenza dei paesi NATO e occidentali a organizzare esercitazioni internazionali con una vasta platea di partecipanti (quali ad esempio “Iniohos” in Grecia, “Anatolian Eagle” in Turchia, “Pitch Black” in Australia) andrebbe attentamente posta sotto revisione. E’ vero che non tutte le attività sono uguali, e ad esempio nella “Pitch Black” le unità F-35 partecipanti si sono assicurate di non rivelare aspetti importanti del proprio velivolo. Tuttavia, pensiamo sia importante che in futuro vengano selezionate con più cura le attività da effettuare, e i partecipanti da invitare, mantenendo così un adeguato livello di riservatezza almeno sui sistemi d’arma più importanti e cruciali, sui quali sono state investite somme ingenti, e che dovrebbero garantire per quanto è possibile un margine di superiorità sui potenziali avversarsari.

(foto: internet)
