A Gaeta le celebrazioni per il 250° Anniversario della Guardia di Finanza
Angelo Romano – Nel 2024 la Guardia di Finanza compie 250 anni. La sua nascita risale al 5 ottobre 1774, nel Regno di Sardegna, allorché con regie patenti Gabriel Pictet fu nominato primo comandante della “Legione Truppe Leggere”, un reparto di fanteria leggera della Regia Armata Sarda con compito accessorio per il servizio di vigilanza finanziaria ai confini, oltre che per la difesa militare. La Legione fu poi sciolta con la creazione delle Repubbliche sorelle napoleoniche nel nord Italia e successivamente ricostituita dopo la Restaurazione sotto il nome di “Legione Reale Leggera”, infine sciolta definitivamente nel 1821.
Prima dello scioglimento del già menzionato corpo, a quest’ultimo fu affiancato nel 1814 il corpo dei preposti doganali, un organismo civile di ispirazione francese che i regnanti transalpini mantennero dopo la caduta di Napoleone Bonaparte e a cui era affidata la vigilanza per fini doganali dei posti di confine e della frontiera.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, con legge del 13 maggio 1862, n. 616 la fusione delle milizie e degli organismi doganali dei disciolti Stati preunitari con i preposti doganali piemontesi determinò la nascita del Corpo delle guardie doganali, che nel 1881 con il cambio di dipendenza dalle dogane alle intendenze di finanza mutò la denominazione in Corpo della Regia Guardia di Finanza. Nel 1906, con l’istituzione del Comando generale, dipendente dal Ministero delle Finanze, raggiunse la piena autonomia, sino alla completa militarizzazione avvenuta nel 1907, sancita dall’estensione dell’uso delle stellette, distintive dei reparti combattenti, sovrapposte alle tradizionali fiamme gialle. Le fiamme gialle erano concesse, senza stellette, anche al personale coloniale; gli ascari finanzieri si distinguevano inoltre per la fusciacca (etagà) gialla con bordi verdi e fiocco del tarbush o della tachia (copricapo tipico dei militari indigeni) verde e giallo.
In tempo di pace il corpo, pur non avendo ancora lo stato giuridico militare, fu sottoposto alla giurisdizione militare e a un regime disciplinare in gran parte mutuato da quello vigente per l’esercito, il cui regolamento di disciplina militare venne esteso al corpo con il Regio Decreto 11 luglio 1907, n. 566; l’integrazione tra le altre forze armate dello Stato si completò di poi con la concessione della bandiera di guerra con i regi decreti legge 2 giugno 1911 n. 325 e 24 dicembre 1914 n. 1409.
La Guardia di Finanza partecipò alla Prima guerra mondiale con un contingente di 12.000 finanzieri (il 40% dell’allora organico del Corpo), inquadrato in 18 battaglioni mobilitati e 4 compagnie autonome, impiegati sul fronte trentino, in Carnia, sull’Isonzo, sul Carso ed in Albania con organico, armamento ed equipaggiamento identico a quelli dei reparti alpini. Altri “distaccamenti speciali”, invece, erano costituiti da finanzieri dei reparti di confine posti a disposizione dei reparti del Regio Esercito in prima linea, con compiti informativi e di esplorazione. Reparti di finanzieri sciatori si distinsero inoltre sull’Ortles e sulla Marmolada; inoltre, se l’origine delle truppe d’assalto italiane nella Prima guerra mondiale è controversa, è certa comunque la presenza in esse di finanzieri sin dalle prime manifestazioni della specialità.

Gli anni venti segnano un periodo di profonda riorganizzazione per la Guardia di Finanza che viene ordinata secondo il modello territoriale del Corpo dei Reali Carabinieri, con l’innovazione determinata, all’inizio del governo Mussolini, dall’istituzione nel 1923 della polizia tributaria investigativa, quale contingente specializzato e componente di punta del Corpo, che segna il progressivo spostarsi del fulcro dell’attività di servizio dagli originari compiti di polizia daziaria e doganale alla sorveglianza della totalità degli aspetti tributari nazionali. Venne poi costituito, nell’ambito del Ministero, l’Ufficio tecnico centrale per la Polizia Tributaria Investigativa, retto da un generale del corpo.
Durante la Seconda guerra mondiale i finanzieri, inquadrati in Reparti mobilitati, presero parte al conflitto. Il corpo ebbe modo di distinguersi grazie all’operato di Alfredo Malgeri durante la liberazione di Milano, nell’opera di contrasto al contrabbando, dapprima terrestre e poi via mare, per gli aiuti prestati ai profughi ebrei e ai perseguitati dai nazifascisti, e per aver tutelato la popolazione civile e le istituzioni sul confine italiano orientale, ove numerosi finanzieri furono uccisi e gettati nelle foibe.
Nel secondo dopoguerra in Italia venne istituito un apposito corpo, la Guardia di Finanza del Territorio Libero di Trieste, fino al ritorno della città stessa all’Italia. Il 2 maggio 1949, il Comandante Generale inaugurò presso l’accademia del Corpo il primo corso per verificatori contabili, al quale furono destinati ufficiali del Corpo e funzionari dell’amministrazione finanziaria. Da tale momento la preparazione all’attività di polizia tributaria diviene il tema centrale dell’addestramento di formazione e di perfezionamento per gli ufficiali ed i sottufficiali.

A partire dagli anni 1950 vengono radicalmente trasformati il naviglio, il parco automobilistico e l’organizzazione delle telecomunicazioni; viene istituito il servizio statistico, dotato di un centro meccanografico, e il servizio cinofili per l’allevamento e l’addestramento dei cani anticontrabbando. In seguito, le competenze del corpo furono riordinate con la legge 23 aprile 1959, n. 189, che pose il corpo alle dipendenze del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Nel 1954 viene istituito il reparto aeronavale a Napoli il primo nucleo di quello che è poi divenuto ai giorni nostri il Servizio Aereo della Guardia di Finanza, dotato elicotteri e aerei.
Nel 2018 il corpo ha visto un’importante riorganizzazione a seguito della quale i Reparti Speciali sono stati raggruppati assieme a quelli dell’Antiterrorismo e Pronto Impiego. A livello territoriale, a inizio 2019, sono state soppresse le Brigate e trasformate in Tenenze luogotenenziali. In ogni provincia poi è stato istituito un ulteriore gruppo e ridisegnate le circoscrizioni di competenza di Gruppi, Compagnie e Tenenze.
Il d.lgs. 19 marzo 2001, n. 68 comportò un ulteriore riordino delle competenze, e con la legge 3 giugno 2010, n. 79, si è prevista la possibilità di nominare il Comandante Generale della Guardia di Finanza tra le file dei propri Generali di Corpo d’Armata, mentre in precedenza questi erano scelti tra i generali di corpo d’armata dell’esercito italiano. A seguito della legge 7 agosto 2015, n. 124, e del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 177, il decreto del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2017, ha stabilito che la Guardia di Finanza sia l’unica delle forze di polizia italiane ad occuparsi della pubblica sicurezza in mare, con decorrenza dal 1º gennaio 2018, tranne per quelle competenze esclusive del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera.
Con il Decreto Legislativo n.177/2016, entrato in vigore il 13 settembre 2016, sono state soppresse le Squadre Nautiche della Polizia di Stato, i siti navali dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato ed i relativi mezzi, trasferiti alla Guardia di Finanza, successivamente il decreto del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2017, concernente la Direttiva sui comparti di specialità, ha affidato al Corpo il comparto della “sicurezza del mare”, assegnando compiti di ordine e sicurezza pubblica che si aggiungono alle consolidate attività di polizia economico finanziaria, proprie della Guardia di Finanza in mare. Per espletare tali fondamentali funzioni, il Comparto Aeronavale è strutturato su una componente di Proiezione ed una componente regionale. La componente di Proiezione, dotata di mezzi più performanti, risponde alle esigenze di controllo delle acque del Mediterraneo e si articola su tre Gruppi Aeronavali ed un Gruppo di Esplorazione Aeromarittima. La componente Regionale, invece, è articolata su 15 Reparti Operativi Aeronavali, dislocati lungo tutte le coste nazionali a difesa del mare territoriale e le acque adiacenti.

I Reparti Operativi Aeronavali (RON) rappresentano lo snodo fondamentale della catena di comando e controllo del dispositivo aeronavale regionale. Questi sono posti alle dipendenze dei Comandi Regionali. I RON sono presenti alle sedi di Genova, Livorno, Civitavecchia, Cagliari, Napoli, Vibo Valentia, Palermo, Bari, Termoli, Pescara, Ancona, Rimini, Venezia, Trieste e Como e sono organizzati, di norma, su Stazioni Navali e Sezioni Aeree. Il Reparto Operativo Aeronavale impiega tutti i mezzi aerei e navali del dispositivo regionale, svolgendo una costante e capillare azione di controllo sul territorio, sulle acque interne, sul mare territoriale e nella zona contigua.

La componente regionale fornisce, inoltre, un importante contributo ai Piani Operativi per il conseguimento degli obiettivi assegnati alla Guardia di Finanza dal Ministro dell’Economia e delle Finanze con la direttiva annuale per l’azione amministrativa, svolgendo funzioni correlate alla peculiarità del dispositivo aeronavale in tutte le missioni attribuite al Corpo.
I principali campi d’azione sono:
- il controllo economico della fascia costiera, del mare e delle acque interne, congiuntamente al monitoraggio dello spazio aereo sovrastante;
- il concorso ai servizi di polizia doganale per la sorveglianza del traffico marittimo, il contrasto alla contraffazione e all’importazione di merce illegale;
- l’indebito utilizzo di prodotti energetici per i quali sono previste agevolazioni in materia di accise;
- l’impiego di personale “in nero” a bordo delle navi;
- i casi di illegittima percezione di contributi a carico del bilancio nazionale ed europeo previsti per gli operatori del settore marittimo e della pesca, principalmente per la ristrutturazione del naviglio, gli impianti di acquacoltura, la riconversione professionale del personale navigante e la demolizione dei pescherecci;
- Il concorso nelle attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e demaniale, grazie alle dotazioni tecnologiche installate sui mezzi aerei ed a specifiche iniziative di collaborazione con enti di ricerca;
- la polizia marittima a titolo di concorso nella constatazione delle violazioni amministrative e penali previste dal Codice della navigazione.
Il 250mo Anniversario di fondazione del Corpo rappresenta una straordinaria occasione per condividere i valori fondanti, “raccontare” una lunga storia, testimoniare il quotidiano impegno di tutte le Fiamme gialle al servizio della collettività. Per celebrare l’Anniversario sono state organizzate varie manifestazioni su tutto il territorio nazionale, mirate a promuovere l’immagine della Guardia di Finanza che, ancorata ai propri valori fondanti e alle proprie tradizioni, è in grado di innovarsi anche attraverso strumenti e dotazioni sempre più avanzati. Inoltre, è stata lanciata una campagna di comunicazione sui media il cui contenuto è imperniato su vari spot in cui i militari della Guardia di Finanza raccontano le attività del servizio da loro prestato: contrastare i traffici illeciti, garantire la sicurezza economico-finanziaria, vigilare e sorvegliare dall’alto. Il claim “Guardia di Finanza. Nella tradizione il futuro”, sintetizza come la Guardia di Finanza, forte delle proprie origini, sia pronta a cogliere le sfide del futuro, coniugando passione, dedizione e competenze con l’utilizzo sapiente di avanzate tecnologie.
La manifestazione più spettacolare del 250mo Anniversario è stata organizzata a Gaeta, il giorno 10 luglio 2024, con una parata aeronavale nelle acque del Golfo della storica cittadina sulla costa laziale.

La motivazione della scelta di Gaeta è particolarmente significativa, dovuta allo storico legame della città di Gaeta con la Guardia di Finanza, di cui è espressione la presenza della Scuola Nautica sin dal 1948. Quindi il rapporto di Gaeta con le Fiamme Gialle è datato, consolidato nel tempo. Il trasferimento da Pola a Gaeta della Scuola Nautica, inseritasi perfettamente nel tessuto sociale cittadino, ha rappresentato l’avvio di relazioni intense, efficaci tra la comunità gaetana e la Guardia di Finanza. La stessa Scuola, potenziata negli anni, ha assunto un ruolo strategico rilevante per la formazione degli allievi di mare. Ed a tutt’oggi la Guardia di Finanza, unica Forza di polizia deputata ad assicurare i servizi di Ordine e Sicurezza Pubblica in ambiente marino, lavora per una ulteriore crescita sul territorio di Gaeta mirata alla formazione dei propri allievi, grazie anche alla ristrutturazione e quindi successiva fruibilità della Caserma S. Angelo alta.
Quindi nuove strategie, nuovi obiettivi e progettualità per proiettarsi verso il futuro e capaci di consolidare il legame tra Gaeta e la Guardia di Finanza. Quest’ultima, oltre ad aver aggiunto prestigio alla città con la presenza della Scuola Nautica ha sicuramente contribuito alla crescita socioeconomica del tessuto cittadino. Basti pensare ai tantissimi finanzieri che si sono radicati a Gaeta costruendo famiglie. Ed evidenzio anche il ruolo svolto dalla Guardia di Finanza nel mantenimento e valorizzazione di siti di alto profilo storico-culturale, alcuni dei quali anche visitabili, quali il Castello Aragonese, il Bastione di Punta dello Stendardo, la caserma Cavour. E poi il contributo offerto dal 1948 alla marineria gaetana che vanta una tradizione secolare, con uomini e donne, molti proprio di Gaeta, formatisi alla Scuola Nautica, che solcano i mari italiani e all’economia territoriale fatta di cantieristica navale, services, professionisti del mare. Una vicinanza alla città, quella manifestata dalla Guardia di Finanza, che si è concretizzata in vari modi, anche in momenti difficili e delicati, quali la pandemia da Covid.
Il Comandante Generale Andrea De Gennaro ha fatto da padrone di casa alla manifestazione ed ha presentato i reparti aeronavali della Guardia di Finanza, costituiti da varie imbarcazioni, elicotteri, aerei e naturalmente dai vari equipaggi presenti a bordo ed a terra. Con l’accompagnamento musicale della Banda della Guardia di Finanza, sul palco hanno sfilato i cadetti della Scuola Nautica che indossavano uniformi storiche del corpo. La stessa Scuola era rappresentata dalla Nave Scuola GIORGIO CINI.
Alla stessa parata navale hanno partecipato unità navali di Francia e Spagna in rappresentanza della costante collaborazione dei due paesi. In particolare, la Francia era rappresentata da due unità: JONQUILLE (P721) e LIBECCIU (DF25). La JONQUILLE è una motovedetta costiera della Gendarmeria Marittima (PCG) della Marina francese. Con sede nel porto militare di Tolone 2, è assegnata alla polizia della pesca e della navigazione nel Mediterraneo in un’area compresa tra i confini spagnolo, italiano e corso. Ha il numero di scafo P721 e il suo numero IMO è 8932209. La LIBECCIU è una motovedetta costiera del Directorate-General of Customs and Indirect Taxes, basata a Bastia in Corsica. Ha il Numero di scafo DF25 e il suo numero IMO è 8968466. La Spagna era rappresentata dalla nave RÍO MIÑO, un vecchio peschereccio di fabbricazione giapponese, attualmente utilizzato come pattugliatore d’alta quota dal Servizio Marittimo della Guardia Civile. Il suo nominativo è ECNL e il suo numero IMO è 8410471.

La manifestazione è iniziata con la simulazione di un inseguimento di un motoscafo di contrabbandieri prima dall’aria e poi in mare. Un ATR72 che aveva “individuato” l’imbarcazione sospetta in alto mare (“interpretata” nella simulazione da una Vedetta classe V.900) e l’ha poi lasciata in carico ad un AW139 che l’ha inseguita da vicino. A sua volta l’elicottero ha guidato le due nuove vedette velocissime “V.8000” e “V.1301” Rigid Hull Inflatable Boat (RHIB) del Servizio Navale del Corpo. Le stesse hanno raggiunto e fermato l’imbarcazione dei “contrabbandieri”. Ne è poi seguito un “arrembaggio” e l’arresto dei “malviventi”.
Le due nuove imbarcazioni sono la più moderne e performanti dell’imponente naviglio del Corpo che comprende quasi 400 imbarcazioni, alle quali viene affidata la vigilanza dei circa 8.000 km di costa italiana oltre che il presidio delle frontiere marittime meridionali dell’Unione europea. Ambedue le imbarcazioni sono state dotate di moderne strumentazioni che gestiscono la navigazione, la comunicazione nonché la scoperta dei target, ed anche queste sono una magnifica espressione delle migliori tecnologie di settore peraltro perfettamente integrate nella rete di comando e controllo (denominata “C4I”) della Guardia di Finanza.
L’autore desidera ringraziare il Col. Mattei Capo Ufficio Stampa GdF, e il Finanziere Rocca per la cortese ospitalità durante la manifestazione.
(foto: A. Romano)

